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29/05/2008

Me la racconti una favola?

“Questa è la mia favola, o perlomeno qualcuno l’ha definita tale. Di speciale ha che è mia, e che mi ha cambiato la vita. Al”

Ve la siete mai divisa la vita con qualcuno?
Questo è quello che è successo a me, un giorno fa. Mi sono resa conto di aver un..Alter ego? Si dice così? Un giorno, così, a caso, incontri delle parole. E dietro quelle parole conosci l'artefice. E spiegarsi. E ridere, perchè a volte il Destino combina un bel guaio. E chiede perché. Poi. Leggere oltre le righe e capire. Capire che 'è una favola ancora da raccontare. E allora Parlami.
Una persona che ha vissuto la mia stessa vita. Senza saperlo e senza volerlo. Ci siamo trovate, un giorno, con i vestiti dell'altra. Con un tempo diverso. Ma con la voglia di ricostruire quel cielo leggero, non vuoto.

Grazie, Alice. 

28/05/2008

Peut-être.

La gente va e viene. Lo sappiamo tutti.
Eppure, guardando le cose con occhi diversi, direi proprio che è un comportamento molto strano.
Insomma. Ci sono persone che violano la tua vita. Ne fanno parte. E a volte, non volendo, diventano pure la parte più importante.
Ok, ora ci stanno dentro. Il tempo di legarsi. Poi affezionarsi. Poi amarsi. Poi abituarsi. E poi?
Ci si stanca. Ci si cambia, a vicenda.
E tutto via.
Puff.
Con la stessa presunzione sono entrati e con la stessa presunzione ne usciranno.
- "Ciao. Non mi piace più la tua vita. Ciao. Io vado. Ciao. Non mi aspettare sveglia stanotte. Ciao, tanto non ritorno. Ciao, ti stravolgo la vita. Ti vaCiao, sei stato solo un passaggio. Ciao? Addio."
Bum.Bam.Boom.
E tutto cambia.
R.a.d.i.c.a.l.m.e.n.t.e.
La gente va e viene. Già.
Eppure vorrei solo un punto fisso.
Un..Come si chiama?  - Un punto Cardinale -
Vorrei un per sempre.
E tra "per" e "sempre" vorrei che ci fossi Tu.
 
 
 
 
27/05/2008

.: Eppure :.

E Voliamo Via Da Quì , Ovunque ; Non Importa.
Le Nostre Speranze E I Nostri Sogni Sono Là Fuori , Da Qualche Parte.
Non Lasciare Che Il Tempo Ci Passi Di Fianco ; Voleremo Semplicemente.
Se Questa Vita Comporta Qualche Difficoltà , Non Importa ;
Hai Me Al Tuo Fianco.
E In Ogni Momento In Cui Tu Lo Desideri , ;
Possiamo Prendere Un Treno E Trovare Un Posto Migliore.
Forse Tu Ed Io Potremmo Fare Le Valigie E Raggiungere Il Cielo.
 
 
- Se solo la gente sapesse -
26/05/2008

Cinque.

- "..Ti amo"
- "Come mi ami?"
 
Come ti amo? Ti amo. Ti amo fino agli estremi di profondità, di altura e di estensione che l’anima mia può raggiungere, Ti amo entro la sfera delle n.e.c.e.s.s.i.t.à quotidiane, alla luce del giorno e al lume di candela. Ti amo l i b e r a m e n t e, come gli uomini che lottano per la Giustizia; Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze. Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito coi miei santi perduti, - ti amo col respiro, i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita.
 
"Non è il nostro compito quello d'avvicinarci,
così come non s'avvicinano fra loro il sole e la luna,
o il mare e la terra.
Noi due, siamo il sole e la luna, siamo il mare e la terra.
La nostra mèta non è di trasformarci l'uno nell'altro,
ma di conoscerci l'un l'altro e d'imparar
a vedere ed a rispettare nell'altro ciò ch'egli è:
il nostro opposto e il nostro complemento."
- H.Hesse -

 

Auguri a Noi, Amore mio.

+ 5

25/05/2008

Quando vuoi.

Avrei trascorso più tempo ad ascoltare mio nonno quando raccontava della sua giovinezza. Non avrei insistito nell'avere i finestrini dell'auto chiusi durante una bella giornata estiva perché i miei capelli dovevano essere perfettamente ricci. Avrei bruciato la candela a forma di rosa prima che si sciogliesse col tempo, naturalmente. Mi sarei seduta sul prato con i bambini e non mi sarei preoccupata delle macchie d'erba. Avrei pianto e riso di meno quando guardavo la televisione e avrei riso e pianto di più osservando la vita. Sarei andata a letto quando ero malata invece di fare finta che il mondo si sarebbe fermato se non ero là per quel giorno. Non avrei comprato qualcosa solo perchè era pratico, non mostrava macchie o era garantito a vita. È anche bello ricordarsi di chi si era perso di vista. Anche la morte è un' occasione. Fermarsi un po’, guardare le stelle, ricordare, sorridere, piangere, senza pensare a ciò che non si è detto, sorridere.

23/05/2008

Nei Giardini che Nessuno sa*

Ti darei gli occhi miei per vedere ciò che non vedi
L'energia, l'allegria per strapparti ancora sorrisi.

Dirti sì, sempre sì e riuscire a farti volare

Dove vuoi, dove sai senza più quel peso sul cuore
Nasconderti le nuvole, quell'inverno che ti fa male

Curarti le ferite e poi qualche dente in più per mangiare
E poi vederti ridere e poi vederti correre ancora
Dimentica, c'è chi dimentica distrattamente un fiore una domenica
Nei giardini che nessuno sa si respira l'inutilità
C'è rispetto grande pulizia, è quasi follia
Non sai com'è bello stringerti

Ritrovarsi qui a difenderti
E vestirti e pettinarti sì e sussurrarti non arrenderti
Nei giardini che nessuno sa quanta vita si trascina qua
Solo acciacchi piccole anemie, siamo niente senza fantasie. 

 

Alla fine del giorno la fiducia è una cosa misteriosa. Appare improvvisamente, quando meno te lo aspetti. E un giorno ti accorgi che la favola è leggermente diversa da come l'avevi sognata. Il castello beh, potrebbe non essere un castello. E non è tanto importante che la felicità sia eterna, ma che si possa essere felici al momento. Perchè una volta ogni tanto, una volta può capitare che le persone ti sorprendano. Una volta ogni tanto le persone possono anche toglierti il fiato.

22/05/2008

Oh yeah!

Al margine di un campo agricolo una gallina attraversa la strada. Perché la gallina ha attraversato la strada?
Vediamo come uomini importanti della nostra cultura avrebbero risposto a questa domanda fondamentale.

CARTESIO:
per andare dall'altra parte.
PLATONE:
per il suo bene. Dall'altra parte c'è la Verità.
ARISTOTELE:
E' nella natura della gallina attraversare le strade
KARL MARX:
Era storicamente inevitabile.
IPPOCRATE:
A causa di un eccesso di secrezione del suo pancreas.
CAPITANO KIRK:
Per andare in un posto dove nessun'altra gallina era mai stata prima.
MOSE':
E Dio discese dal paradiso e disse alla gallina: "Tu devi attraversare la strada". E la gallina attraversò la strada e Dio vide che ciò era buono.
MARTIN LUTHER KING:
Ho sognato un mondo in cui tutte le galline sarebbero libere di attraversare la strada senza dover giustificare il loro atto.
RICHARD NIXON:
la gallina non ha attraversato la strada, lo ripeto, la gallina non ha MAI attraversato la strada.
MACHIAVELLI:
il fatto importante è che la gallina abbia attraversato la strada. Chi se ne frega di sapere il perché? Il fine in sé di attraversare la strada giustifica qualunque motivazione.
SIGMUND FREUD:
Il fatto che vi preoccupiate del fatto che la gallina abbia attraversato la strada rivela il vostro profondo latente senso di insicurezza sessuale.
BILL GATES:
abbiamo appena messo a punto il nuovo "Gallina Office 2003", che non si accontenterà soltanto di attraversare le strade, ma coverà anche le uova, classificherà i vostri dossiers importanti...
BUDDA:
Porre questa domanda rinnega la vostra natura di gallina.
GALILEO:
E quindi lei attraversa.
DE GAULLE:
La gallina ha forse attraversato la strada, ma non ha ancora attraversato l'autostrada!
EINSTEIN:
Il fatto che sia la gallina che attraversa la strada o che sia la strada che si muove sotto la gallina dipende unicamente dal vostro sistema di riferimento!
GEORGE W. BUSH:
Il fatto che il pollo abbia potuto attraversare questa strada in tutta impunità malgrado le risoluzioni dell'Onu, rappresenta un affronto alla democrazia, alla libertà, alla giustizia. Questo prova indubbiamente che noi avremmo dovuto già bombardare questa strada da molto tempo. Che Dio benedica l'America!

...

Ecco, spero che questa storiella vi abbia fatto ridere un po'  Come avete potuto notare ho cambiato grafica al blog; più estiva e leggera, spero che vi piaccia. E' proprio il modo in cui mi sento, adesso. Non vedo l'ora di poter assaggiare il gusto della meritata Libertà! Ovviamente con il mio Amre al mio fianco e tutti voi, con una nuova favola da raccontare.

21/05/2008

"..Perché ti amo."

Quando il giorno e la notte sono la stessa cosa, 
e sul palco c'è solo un campo di battaglia. 

È lo stesso gioco. 

È solo la realtà, se ti fermi, poi non c'è dolore. 

E non c'è gioco. 
Ti metti in ordine e cambi, è tutto lì. 

Poi provi a mantenerti ma fai dei passi all'indietro.

Quando strisci e scivoli e crolli.

Devi tornare in cima, ed è difficile adesso.

Strappi un buco all' anima ed io soffro.

Aspettando quel giorno.

Amo.

Ascoltando la tua risata.

Litigando con i tuoi silenzi.

E rispettando i tuoi sguardi.

Sì, io amo.

Adesso.

Te 

 

19/05/2008

Where is my Sun?

 
 
 
 
 
__________________________________________
 
Tutti vedono nel tramonto o nella notte la fine:
 io invece vedo solo l'inizio,
perché avrò davanti un altro giorno per ricominciare.

- And the sun will set for you -
 
"E improvvisamente divento parte del tuo passato.
Sto diventando quella parte che non dura.
Ti sto perdendo e senza sforzi, senza un suono.
Passandoci la pelle, senza cicatrici."
_________________________________________
18/05/2008

Words {♥}

E frα lα sαbbiα ε lα rocciα, cε lα fαrεsтi dα solo. 
Sε poтεssi lo fαrεi.
 Andrεi ovunque тu αndαssi.
Sε poтεssi lo fαrεi.
Andrεi ovunque тu αndαssi.
 

Viεni con mε тi porтεrò
soprα i dεsεrтi chε ho scopεrтo con тε.
Viεni con mε тi condurrò
pεr quεgli αbissi dovε mi pεrdεrεi.
E io sαrò unα rεginα,
sαrò l'εsтαтε ε lα nεbbiα di mαттinα.
Sαrò il тuo miεlε,
sαrò lε тuε vεlε ε pεr quεsтo тi chiεdo:
.Amαmi.


È pεr тε il profumo dεllε sтεllε.
 È pεr тε il miεlε ε la fαrinα.
È pεr тε il sαbαтo nel cεnтro.
Lε oттo di mαттinα.
È pεr тε lα voce dεi cαnтαnтi,
lα pεnnα dεi poεтi.
È pεr тε unα mαgliεттα α righε.
È pεr тε lα chiαvε dεi sεgrεтi.
È pεr тε ogni cosα chε c'è.
 

{ }

17/05/2008

Do you want with me?

Ho imparato a sognare,

quando inizi a scoprire

che ogni sogno

ti porta più in là.

Cavalcando aquiloni,

oltre muri e confini,

ho imparato a sognare da là.

Quando tutte le scuse,

per giocare son buone,

quando tutta la vita

è una bella canzone.

C'era chi era incapace a sognare

e chi sognava già.

 

 

15/05/2008

Ciò che non sei.

Ti vedo. Di là sull’altra parte del mondo. E guardi quell’acqua verde che riflette la tua voglia di capire e di sapere. A cercare, tra gocce infinite, quella che ti indichi un percorso di conoscenza. Poi ti chiedi, forse, i perché di molte realtà, anche di questa nostra, fatta di indifferenza e cinismo. Questa fredda nuvola che oscura la luce del sole e raffredda il cuore di molti e proietta l’ombra che attenua la visione vera del disegno dell’essere e della vita. Questo analfabetismo emotivo che ci impedisce di riconoscere la bellezza o la sofferenza dentro l’altro. Questo motore potente che pretende sempre un profitto, un guadagno, un prodotto. Uno scambio, almeno. Mai un gesto senza compenso. E guardi quell’acqua verde che non dà risposte. Basterebbe un movimento, impercettibile, di chi ti passa vicino. Un solo gesto del viso o della mano a svelare un’anima reale. Il corpo come mediazione tra l’intelligenza e il mondo che scorre il suo tempo. Nulla. Immobilismo mentale nel suo moto inerziale ininterrotto. Tutti concentrati a colpire il proprio bersaglio. A raggiungere obiettivi, mete e traguardi personali. E dopo ancora obiettivi, mete e traguardi personali. E ancora… Stop. Fermatevi. Fermate questa umanità senza umanità. Tutti giù per terra. Come bambini. A sollevare il capo e guardare la vita accanto a te che guarda la vita accanto a se. A contagiarsi l’un l’altro. Un’epidemia emotiva. A donare la propria emozione. Passa parola mentale. Comprendere il vuoto di ognuno e provare a colmarlo. Scoprire il disagio e condividerlo. E guardi quell’acqua verde che non si ferma mai. Una mano. Ecco cosa cerchi. Una mano da stringere e salvare. Una mano da afferrare e salvarti. Salvarci a vicenda. Mani tese pronte a dare o a ricevere. Tepore emotivo da trasmettere pelle a pelle. Sguardo a sguardo. Parola non contrapposta. Riconoscimento dell’altrui esistenza. Ovunque tu esista. Dovunque tu viva. In qualunque parte tu sia nato. Che il colore non sia muro. Che la lingua non sia barriera. Coesistenza lieve. Accettazione. Io in te. Tu in me. Noi con gli altri. Con l’altro. Con l’altra. A condividere la realtà per viverla con delicatezza. A spezzare quest’unico pane di oggi in parti uguali. A far si che il pensiero giunga oltre i mari e gli oceani. Valichi montagne. Scavalchi scogliere. Sorvoli foreste. E guardi quell’acqua verde che scorre senza soluzione di continuità. Come sangue nella guerra. Come guerra sulla terra. Come odio nel silenzio dell’anima. Per una volta vorrei parlare con te. Capire quale arma ti darà sicurezza di vittoria, in questo conflitto eterno che è la vita.

Quale colpo segreto e fatale hai imparato per sopraffare il tuo avversario. Tanto, dopo, sarà ancora il vuoto. E ricerca di un altro nemico: perchè di sangue non saremo mai sazi. Ancora. Ti vedo occhi belli. Ti donerò il sorriso di un attimo. Poi, forse, non ci incontreremo mai.

How are you?

13/05/2008

Adesso dimmi di sì.

Stanotte, adesso, sì.

Mi basta il tempo di morire

fra le tue braccia, così.

Domani puoi dimenticare, domani.

Ma adesso dimmi di .

 

Dimmi,
raccontami di te,
delle tonalità e sfumature
di cui si vestono i tuoi
sogni.

Parlami del tuo cuore,
o di fredde mattine d’inverno
quando il mondo riposa
sotto
un velo di ghiaccio.

Descrivi quando vedi
lì dalla tua finestra,
dei molti suoni e delle voci

proprie della strada.

Ti ascolto,
esponi dunque riguardo
la consistenza di un pensiero,
la
vacuità di un ricordo.

Sono
curiosa,
vorrei saperne di più
di quel tuo aquilone color
cielo
e che il cielo ha poi rapito.

Parla di ciò che credi
di ciò che ignori o solo;

guardami negli occhi
e resta in silenzio.

 

Ti amo, ancora e ancora.

.

 

 

Photo:  http://smokedval.deviantart.com/

12/05/2008

Where are you?

Demotivata. Stanca. Illusa&delusa. Ferita. Nell'orgoglio e nel coraggio. Impaurita. Forse triste. Adesso, senza più speranze. Va così da circa una settimana. Penso di aver raggiunto il mio limite. Non ce la faccio, no. Ultimi giorni di scuola. Ultime sofferenze, ultime privazioni. Poi rimanderemo tutto a Settembre, quando inizierà, per la quinta e ultima volta, questo putiferio. Non riesco a stare con la bocca chiusa, né a trovare "parole migliori" per sputar fuori ciò che non riesco a digerire. Mi sento piena, fino all'orlo. Ho consumato quel poco di pazienza che avevo. Adesso esplodo, lo so. Lo sento. Ma stringo i denti, tanto per cambiare. Nella mia vita ho tenuto duro per ben altro. Per le cose "più importanti", come direbbero i Grandi. Ma adesso, a forza di stringere i denti mi fanno male le mascelle.
 
11/05/2008

Noi, gente che spera.

Quando vedi che sei solo a 'sto Mondo. Quando il mondo che sta in torno va n'bunn. 
Quando cadi ti rialzi com'?

Quando piangi e ti domandi il perché. Quando crollano i tuoi sogni campione.
Vai cercando un po' di forza nel cuore.
Quando il Mondo che volevi migliore, ti sorride col suo ghigno peggiore.
Noi, gente che spera.
Cercando qualcosa di più in fondo alla sera.

{ ℮ non vogliamo vinti o vincitori, ma t℮mpi migliori }

09/05/2008

.:Today:.

 Mi seggo,
mi volto
mi ascolto.
Un pizzico.
Sento prurito e sorrido.
Molleggio, sprofondo.
Respiro più a fondo.
Aspetta che arrivo!!
Ti penso, ti ascolto,
in piedi mi spingo,
mi lascio, m’affloscio
mi avvolgo vinta.
Respiro di pancia
ritento una finta.
Aspetta che ascolto.
Ti sento,
ti aspetto,
ti esorto,
ti affronto.


A tutti quelli che vogliono attenzione continua,
ai doveri,
agli impegni
all'attivismo.

A Noi.

08/05/2008

Fly away*

La verità è bicolore.
Non ci stanno tinte di mezzo,
non ci stanno i compomessi del grigio,
il carnevale del blu, del rosso e del giallo.
L'ho imparato quando ho messo a stendere le parole nere su un foglio bianco,
e la verità le ha asciugate.
 
-"Io sono di legno" - Giulia Cercasi.
 

my wings

Adesso tocca a me volare.

07/05/2008

Carmen.

Erano passati all'incirca 5 minuti da quando presi le mie valige vuote e mi diressi verso l'aereoporto. Destinazione: Milano. Non avevo nessuno a Milano, e sinceramente, è stata fin da sempre una città che non ho mai capito. Perché si sa, anche le città hanno un proprio carattere, e Milano aveva decisamente un carattere di merda. Era la prima volta che prendevo l'aereo, ed era la prima volta che viaggiavo da sola.
"Non riesco a vivere qui mamma.. devi perdonarmi, ma io domani salirò sul primo aereo diretto da qualche parte d'Italia. E ti penserò, e ti amerò sempre. Ma devi lasciarmi libera."
"Cosa intendi concludere in questo modo? Nulla. Assolutamente nulla. Vai, vattene. Ma dimmi quando tornerai."
"Non lo so mamma. Ma tornerò, giuro."
E mille promesse tra le lacrime, e mille raccomandazioni, tra gli occhi di una madre e la vita troppo incasinata della figlia. Troppo diverse, e forse tanto unite, ma a volte estranee. Sì, perché tu mamma non hai mai saputo dell'Inferno che stavo vivendo, non hai mai saputo fin dove mi sono spinta in basso, e non hai mai saputo che c'è stato un giorno in cui tua figlia ha perso la dignità. E con che coraggio potevo guardarti? Mantenere ancora questo segreto era impossibile, e ormai non sapevo più come sfuggire ai tuoi "Cosa ti succede Eli?". Quindi, fatti i bagagli, andai via. Ma sia ben chiaro, non sono scappata. Quando sono andata a Milano i miei casini non si sono certo risolti, anzi. Probabilmente si sono triplicati. Ma scappare non era per niente il mio obbiettivo.
Sentire ancora di più il dolore, e cercare di capire cosa era veramente importante per me, ma soprattutto chi. E apprezzare, già.
Ma non volevo raccontarvi un pezzo di vita che, adesso come adesso, non sento più mia. Per parlare di questo, ci saranno altre occasioni.
Carmen, la donna del disegno, si chiamava così. Lineamenti del viso marcati, labbra molto pronunciate e uno sguardo che riesce a farti perdere. Una donna di 27 anni, spagnola, finita a Milano più o meno per i miei stessi motivi. Più o meno per la stessa voglia di morire e, forse chissà, ri-vivere.
Notte. Ero appena arrivata a Milano, e mi ritrovavo in uno di quei bar quasi desolati, nei quali non trovi niente di particolare, ma ti attirano. E ne hai quasi paura. Che fosse davvero lì ciò che cerco?
"¿Hola lo que usted ofrece?". Quella sua voce, molto intensa, che anche se avessi voluto, non avrei potuto ignorare. Mi riporta alla realtà, mi stona, mi scuote, mi sveglia.
"..Yo no hablo español." Le risposti. Un pò scocciata, forse, infastidita.
"Non importa, io mi chiamo Carmen." mi disse, con un forte accento. Mi diede la sua mano e me la strinse. Una presa tosta, come definirla. Una presa che forse non ti lasciava modo di scappare.
"Piacere mio.. Elisabetta."
Silenzio. La conversazione era morta per parecchi minuti.
"Amigo, dos llevar el tequila con sal y limón, poner en mi cuenta." disse "stasera offro io".
"Bhe.. grazie."
"Ma dimmi, che ci fai qui? Sento che non sei milanese, però sei italiana. Da dove vieni?" - "Palermo." - "Bella città, ci sono stata.."
E così mi ritrovavo in una città sconosciuta, in un bar sconosciuto, con una sconosciuta di nome Carmen, in una notte, forse ignota.
"Se non hai dove andare a dormire, puoi venire a casa mia. E' un appartamento piccolo, ma accogliente. Divideremo le spese..per quanto ti fermi?"
"Non lo so.. non saprei. E poi io nemmeno ho un lavoro qui, a Milano. Sono appena arrivata. Non saprei come ripagarti le spese. E forse ti causerò più problemi che altro."
"Domani lo cercheremo insieme. E non preoccuparti: il tuo più grande problema è la rassegnazione. Devi fidarti di ciò che sei"
E' inutile spiegarvi quanto Carmen mi fu di aiuto in quel periodo della mia vita. Mi diede un tetto sopra la testa. Mi aiutò davvero a cercare un lavoro, al centro commerciale, vicino casa. Iniziai ad assaporare la vita. Andava tutto tremendamente bene. Un mattino trovai sulla macchinetta del caffè un suo biglietto: "Lo siento". Mi dispiace
Dopo un paio di minuti mi resi conto che Carmen non era più nell'appartamento. Il suo armadio vuoto, le sue valige sparite. Veramente mancava tutto, anche le cose che non erano sue.
Si era portata tutto ciò che c'era in quella casa. Si era portata via un pezzo di Milano e una mia maglietta. Si era portata via il gatto e un mio ricordo.
 
"Es hielo abrasador, es fuego helado,
es herida que duele y no se siente,
es un soñado bien, un mal presente,
es un breve descandso muy cansado.
Es un descuido que nos da cuidado,
un cobarte con nombre de valiente,
un andar solitario entre la gente,
un amar solamente ser amado,
es una libertad incarcelada,
que dura hasta el postrero parasismo,
enfermedad que crece si es curada.
Este es el niño Amor, este su abismo.
Mirad cùal mistad tendrà con nada,
el que en todo es contrario de si mismo."
Lo siento. Carmen.
 
 
06/05/2008

Se ci sarò, se ci sarai ♥

 …Eppure siamo qui, a raccontarci scuse. A spacciare per stelle le luci delle case. Correrai via con me, perché la vita è solo nostra.

 

» Ti amo, infinitamente.

 

 

05/05/2008

Il grasso non è bello.

Grasso non è bello, perchè grasso significa stanchezza, lentezza, grandi sudate, varie umiliazioni e una salute che spesso si lamenta. Grasso significa non poter correre, non poter indossare qualcosa di veramente speciale. Significa entrare in un negozio e sentirsi dire: "non abbiamo taglie adatte a lei", anche se devi fare un semplice regalo. Grasso significa sentirsi osservato, avere il cuore che a volte batte troppo forte e si affatica. Grasso è anche avere tutte le qualità, le doti e l'esperienza per poter dare il massimo nel lavoro e non poterlo dare, perchè ti manca la famosa "bella presenza". Grasso significa i bimbi che ti prendono in giro e i ragazzi che ti scherniscono e la gente che crede che il grasso che ti porti dietro sia frutto di goliardiche e saporite abbuffate, unite a interminabili giornate di ozio. Il grasso non è bello, e non è divertente per chi lo porta sulla sua pelle. Il grasso è grasso, è qualcosa di troppo sul proprio corpo. Ma essere grassi non significa essere diversi. I grassi sanno amare, lavorare, confrontarsi, incavolarsi e far l'amore appassionatamente. Il grasso è spesso il sintomo di una malattia psicologica o ormonale, complicata da combattere. Non prendiamoci in giro: il grasso non è bello, questa è una storia inventata per sopravvivere. Ma nello stesso tempo vorrei che anche il circolo dei "pesi normali" non si prenda in giro: tanta pazienza, un aiuto morale, una sana dieta e tanta forza possono aiutare a eliminare quel grasso. Il grasso va via e rimane in noi tutto il coraggio acquisito in anni di sofferenza e tristezza. Rimane la sensibilità di non usare mai parole apparentemente scherzose che feriscono mortalmente, l'intelligenza di saper andare oltre un fisico, la capacità di vivere nonostante la vita sembra non ti riconosca. Rimane in noi quella sana auto-ironia che ci aiuterà quando il mondo gira storto, e quella grande ostinazione nel voler raggiungere un obiettivo. Quando vedete una persona grassa non guardatela mai con tristezza o spropositata allegria. Non è ne' l'uno ne' l'altro, è solo una persona.